Bonus mobili ed elettrodomestici, come avere la detrazione

 

Cosa è ammesso e cosa no

 

Per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, è possibile usufruire di una detrazione Irpef del 50%. Ecco come avere l’agevolazione.

Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Chi può usufruire del Bonus Mobili 2017?

Secondo quanto stabilito dalle varie Leggi di Stabilità che si sono succedute negli anni e come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 7/E/2016, potranno usufruire del Bonus Mobili tutti i soggetti che hanno effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia a decorrere dal 26/06/2012 e fino al 31/12/2017.

A quanto ammonta la detrazione fiscale per il 2017?

Come già previsto negli anni precedenti, la detrazione fiscale spetta nella misura massima del 50%, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione e verrà ripartita nell’arco dei successivi 10 anni, a partire dalla data d’acquisto.

Il Bonus Mobili 2017 spetterà anche a chi ha già usufruito in passato delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici, a patto che non venga superata la soglia di spesa massima di € 10.000.

Cosa si può acquistare?

Se, come sembra, tutte le condizioni sin qui vigenti dovessero restare invariate, anche con il Bonus Mobili 2017 si potranno detrarre le spese sostenute per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici.

Più nello specifico, per quanto riguarda i mobili: arredamento per la zona giorno (librerie, pareti attrezzate, madie, scrittoi, tavoli, sedie, divani, poltrone, credenze, etc.), arredamento per la zona notte (letti, armadi, cassettiere, comò e comodini, etc.), arredamento completo per la cucina ed illuminazione.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici (indispensabile che siano di Classe Energetica A+ – Classe Energetica A per i forni) rientrano in lista: lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, congelatori, piani cottura, forni (classici o a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, ventilatori e condizionatori.

Inoltre, va tenuto conto che, nell’importo delle spese sostenute, possono essere inclusi anche i costi relativi al trasporto e montaggio degli arredi ed elettrodomestici acquistati.

Come pagare per gli acquisti ed ottenere la detrazione?

Tutti gli acquisti vanno pagati con metodi tracciabili, ovvero, bancomat, carte di credito, bonifici (bancari o postali) tenendo presente che occorre conservare ogni documento fiscale che sarà prodotto dal negoziante (scontrini, ricevute fiscali e fatture). Sarà impossibile, invece, usufruire del Bonus Mobili se gli acquisti avverranno in contanti o saldati a mezzo di assegni bancari.

Per non sbagliare nessun passaggio e perdere così l’occasione di accedere alla misura per una banale disattenzione, è possibile documentarsi direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate che ha pubblicato una pagina dedicata al Bonus Mobili.

Bonus Mobili 2017 per le Giovani Coppie

A dispetto di quanto ci si potesse attendere, la nuova misura non prevederà il vantaggioso Bonus fiscale dedicato alle giovani coppie (anche conviventi) che nel 2016, invece, hanno potuto godere della detrazione del 50% e fino a € 16.000 per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, anche in assenza di ristrutturazioni edilizie.

Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile.

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Per la detrazione sono necessari i seguenti interventi edilizi:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Esempi di lavori su singoli appartamenti o parti condominiali che danno diritto al bonus:

Manutenzione straordinaria

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare.

Ristrutturazione edilizia

  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Restauro e risanamento conservativo

  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.

Esempi di lavori di manutenzione ordinaria su parti condominiali che danno diritto al bonus:

  • tinteggiatura pareti e soffitti
  • sostituzione di pavimenti
  • sostituzione di infissi esterni
  • rifacimento di intonaci
  • sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni, riparazione o sostituzione di cancelli o portoni
  • riparazione delle grondaie
  • riparazione delle mura di cinta.

 

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