
L’Italia del sommerso e dell’illegalità vale 211 miliardi. Con il reddito di cittadinanza e di emergenza cresce l’illegalità.

Come si puo’ vedere dalla mappa sopra l’Italia è tra i peggiori paesi europei per lavoratori in nero. ( Dati aggiornati al 2015, ma dopo le ultime manovre tra reddito di cittadinanza e di emergenza in Italia si stima un 8% in piu‘) .
La cosiddetta “economia non osservata” vale il 12,1 per cento del Pil. Risale il lavoro fuori dalle norme: riguarda 3,7 milioni di persone. In aumento il traffico di stupefacenti.
Si potrebbe fare una decina di Manovre finanziarie, se si raccogliessero in un colpo solo tutte le risorse che confluiscono nell'economia
"non osservata": 211 miliardi di euro nel solo 2017.
Sotto quella strana locuzione, di marca dell'Istat, rientrano le attività che stanno sotto il "sommerso", e che valgono
poco meno di 192 miliardi di euro, cui si sommano le attività illegali che valgono circa 19 miliardi.
Questo pezzo nascosto dell'Italia è cresciuto in valore dell'1,5% rispetto all'anno prima,
ma visto che il valore aggiunto complessivo è andato a un passo più veloce,
in rapporto alla ricchezza nazionale il peso di nero&co. è sceso: "Le stime per il 2017 confermano la
tendenza alla riduzione dell'incidenza sul Pil della componente non osservata dell'economia
dopo il picco del 2014 (13,0%)". Siamo ora al 12,1 per cento del Prodotto nazionale.Fonte La Repubblica Ottobre-2019
| COMPONENTI | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| mln euro | % sul Pil | mln euro | % sul Pil | mln euro | % sul Pil | mln euro | % sul Pil | |
| Economia sommersa | 195.558 | 12,0 | 191.145 | 11,5 | 189.619 | 11,2 | 191.955 | 11,1 |
| da Sotto-dichiarazione | 98.558 | 6,1 | 93.910 | 5,7 | 95.189 | 5,6 | 97.165 | 5,6 |
| da Lavoro irregolare | 80.894 | 5,0 | 79.729 | 4,8 | 78.492 | 4,6 | 78.750 | 4,5 |
| Altro | 16.106 | 1,0 | 17.506 | 1,1 | 15.937 | 0,9 | 16.040 | 0,9 |
| Attività illegali | 16.464 | 1,0 | 17.233 | 1,0 | 18.078 | 1,1 | 18.896 | 1,1 |
| Economia non osservata | 212.022 | 13,0 | 208.379 | 12,6 | 207.696 | 12,2 | 210.852 | 12,1 |
| Valore aggiunto | 1.462.745 | – | 1.488.049 | – | 1.522.917 | – | 1.557.833 | – |
| PIL | 1.627.406 | – | 1.655.355 | – | 1.695.590 | – | 1.736.602 | – |
Quando si parla di valore dell'economia sommersa, si fa riferimento in primo luogo al "valore aggiunto occultato tramite comunicazioni
volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto), o generato mediante l’utilizzo di input di lavoro irregolare".
Solo queste due voci da sole valgono 176 miliardi di euro, dicono i numeri dell'Istat. Il 41,7% del sommerso economico, viene precisato,
si concentra nel settore del Commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione,
dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale. Analogamente l'incidenza relativa del ricorso al sommerso è alta negli Altri
servizi alle persone ed è pari al 12,3% del sommerso economico, pur contribuendo il settore solo per il 4,1% alla formazione del
valore aggiunto totale. Se si parla invece delle unità di lavoro irregolari, che nel 2017 sono 3 milioni 700 mila,
il trend è negativo: sono in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016. L'aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016)
segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015).Fonte La Repubblica Ottobre-2019
A queste voci, per determinare l’economia sommersa, si aggiungono “il valore dei fitti in nero, delle mance e una quota che emerge dalla riconciliazione fra le stime degli aggregati dell’offerta e della domanda. Quest’ultimo tipo di integrazione contiene in sé, in proporzione non identificabile, sia effetti collegabili a fenomeni di carattere puramente statistico, sia fenomeni ascrivibili all’esistenza dell’economia sommersa non completamente colti attraverso la stima da sotto-dichiarazione e da lavoro irregolare”. Fonte La Repubblica Ottobre-2019

Come si puo’ notare alcune regioni del sud sono fortemente colpite dal fenomeno del lavoro nero, e non a caso sono anche le stesse che percepiscono la maggior percentuale del reddito di cittadinanza ed emergenza. Questo porta ad una riflessione importante, ma i nostri politici, lavorando a deficit con questo assistenzialismo illegale, oltre a far schizzare alle stelle il nostro rapporto deficit/pil 134,8% del PIL (dati 2018, quindi non ancora conteggiati i vari rdc e rde), faccio notare che all’apice delle 2 guerre mondiali il nostro rapporto era al 125%, che cosa hanno in mente?
Chi pagherà questo fardello?
Fonte La Repubblica Ottobre-2019
Le attività illegali sono invece “sia le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le tipologie di economia illegale, incluse nel Pil dei Paesi Ue, sono la produzione e il commercio di stupefacenti, le attività di prostituzione e il contrabbando di sigarette”. Nel 2017, con un incremento di 0,8 miliardi rispetto all’anno precedente, il valore di queste attività si è portato a 18,9 miliardi e i consumi finali di beni e servizi illegali sono risultati pari a 20,3 miliardi di euro (+0,9 miliardi rispetto al 2016). “Tra 2014 e il 2017 l’incremento delle attività illegali è stato pari a 2,4 miliardi per il valore aggiunto e 2,7 miliardi per la spesa per consumi finali delle famiglie (con una crescita media annua rispettivamente del 4,7 e 4,9%)”. A crescere sono soprattutto gli stupefacenti: nel 2017 il valore aggiunto di questo traffico è salito a 14,4 miliardi di euro e la spesa per consumi ha raggiunto i 15,7 miliardi di euro. Fonte La Repubblica Ottobre-2019
Questi dati non possono non causare preoccupazione per il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti, i quali molto probabilmente si ritroveranno sul groppone gli ultimi 50 anni di malapolitica e di perenne campagna elettorale che ha portato il nostro paese a questo disastro economico.
Un altro esempio della nostra pessima classe politica è la incapacità di diminuire il nostro rapporto deficit/pil nel periodo Draghi il quale ha fatto un ottimo lavoro dando la possibilità a tutti i paesi europei di ridurre il proprio debito e facendo risparmiare anche all’italia molti miliardi, ma il nostro rapporto è tutt’altro che diminuito, anzi.
Le tv ed i giornalai vari vogliono far passare la notizia che a pesare siano le pensioni, ma non è vero, per le pensioni dei contribuenti che si sono versati per intero i loro contributi lo stato italiano non spende piu’ degli altri paesi europei, anzi, sono gli assistenzialismi che pesano e che vengono fatti passare per spese pensionistiche per trovare scuse a leggi fornero e simili.
Tutte le pensioni sociali (coltivatori diretti, lavoratori in nero ecc), di invalidità (più o meno reali), di accompagnamento (più o meno necessarie), sussidi alla disoccupazione (i quali in realtà lavorano in nero), le 80 euro del signor renzi, il Rei, il RDC, il RDE, i pensionati baby con versamenti di 15 anni di “lavoro” ai quali da 30 anni e più ancora stiamo pagando pensioni non versate. Ecco questi sono alcuni esempi di cosa pesano davvero, sullo stato e sui contribuenti onesti, le scellerate politiche degli ultimi 50 anni, e non contenti si continua ancora a sbagliare. Dove andremo a finire? Quando i nostri politicanti ci dicono che il nostro deficit è sostenibile, MENTONO, non è vero.
Ma questo è un altro capitolo che approfondirò in un altro articolo.
